Una sceneggiatura brevissima. Tre pagine. Undici inquadrature. Scritta per il solo gusto di scriverla.
sabato 14 gennaio 2017
lunedì 2 gennaio 2017
Una bizzarra favola contro la guerra
No, non si trova in libreria il mio romanzo. Al momento è disponibile solo su Amazon, ma in entrambi i formati. Sia in versione digitale scaricabile a questo link:
e sia nella più tradizionale forma cartacea che in pochi giorni vi arriva a casa e che è ordinabile qui:
https://www.amazon.it/dp/ 152011642X/ ref=cm_sw_r_fa_dp_t2_7ietyb RB8M7Q2
Chi mi chiede di spiegargli in breve di "che parla" mi mette un po' in difficoltà. Quello che posso dire è che si tratta di una bizzarra favola contro la guerra, con qualche parolaccia e un forte gusto per l'assurdo.
Infine a chi mi chiede come mai mi sono messo a scrivere un libro non rispondo, perché dai, che v'aspettate che risponda?
Chi mi chiede di spiegargli in breve di "che parla" mi mette un po' in difficoltà. Quello che posso dire è che si tratta di una bizzarra favola contro la guerra, con qualche parolaccia e un forte gusto per l'assurdo.
Infine a chi mi chiede come mai mi sono messo a scrivere un libro non rispondo, perché dai, che v'aspettate che risponda?
domenica 11 dicembre 2016
Il jazz dell'Artico - versione cartacea
Da oggi il mio libro è disponibile anche in formato cartaceo, sempre su Amazon. Con una nuova copertina, tra l'altro.
Lo trovate a questo link: https://www.amazon.it/dp/152011642X/ref=cm_sw_r_fa_dp_t2_7ietybRB8M7Q2
martedì 6 dicembre 2016
Macchina da scrivere
Il mio primo racconto lo scrissi nel
1992, all'età di dodici anni. Era una scimmiottatura di Ventimila
leghe sotto i mari, ma non è di questo che voglio parlare. La cosa
che ricordo con maggiore affetto di quel racconto è la macchina da
scrivere che ho usato. Era stata acquistata da mio nonno in Svizzera
negli anni 60 e poi regalata a mio padre, il quale non la utilizzava
quasi mai se non per scrivere lettere formali dall'impaginazione
impeccabile. Quando mi concessero di poterla usare ero emozionato e
intimorito. La bic blu sul foglio a quadretti era una cosa da
pivelli, noi grandi autori avevamo la macchina da scrivere, mi
dicevo. Quando cominciai a picchiettare i tasti e le asticelle
metalliche iniziarono a battere con forza sul foglio arrotolato
scattò qualcosa. Una sorta di sensazione di onnipotenza. Dalla mia
fantasia le parole si facevano inchiostro e si presentavano con
un'eleganza molto più matura di me.
L'imprinting di quell'esperienza me la
porto dietro ancora oggi, pigiando inutilmente con forza la tastiera
del computer. Ma non è solo questo. Da allora non ho più smesso di
scrivere, ho buttato giù decine di racconti, centinaia di poesie e
addirittura tre film, di cui uno l'ho anche girato. E ogni volta che
mi metto a scrivere qualcosa torna ad allora. A quella macchina da
scrivere, a quei martelletti che trasferivano l'inchiostro da un
nastro al foglio, a tutte le sue sbavature e a quell'emozione provata
la prima volta. Non stupitevi quindi che in gran parte dei miei
lavori, in un modo o nell'altro, compaia una macchina da scrivere.
A questa suggestione non scampa nemmeno il mio ultimo racconto, "Il jazz dell'Artico", disponibile in formato ebook qui: https://www.amazon.it/dp/B01M61YJ4X e in formato cartaceo qui: https://www.amazon.it/dp/152011642X/ref=cm_sw_r_fa_dp_t2_7ietybRB8M7Q2
mercoledì 9 novembre 2016
Suggestioni su "Il mare traverso"
Avevo fatto un booktrailer per
pubblicizzare il mio libro su Amazon. Il libro finora non è che sia
stato considerato più di tanto, in compenso ho ricevuto una
commissione per realizzare il booktrailer di un altro autore.
Il romanzo in questione è Il mare
traverso di Antonio Rolli e, per fare il lavoro, ho avuto
l'opportunità di leggerlo in anteprima. E ne sono rimasto colpito.
Vuoi perché uno dei temi affrontati mi è particolarmente a cuore,
quello dei profughi che disperati affrontano il mediterraneo alla
ricerca di una vita dignitosa, e vuoi perché il racconto è lieve e
poetico, anzi il termine più adatto è “musicale”.
Quindi, con ancora addosso le emozioni
del libro, sono andato a cercare alcune delle immagini marine che
girai anni fa e che erano rimaste nel cassetto. Le ho riviste, le ho
rivissute e le ho rimodellate con questo nuovo stato d'animo. Le ho
poi condite con altre immagini e ho sporcato tutto come la ruggine
che si piazza sul metallo marino o come l'acqua e il sale che si
spandono sui fogli.
Ne è venuta una suggestione. Piccola,
incompleta, parziale. Ma spero riesca a rendere l'idea.
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